LO STATUTO

Statuto dell’AVIS COMUNALE di Bari

ART. 1 – COSTITUZIONE DENOMINAZIONE SEDE
c. 1 L’Associazione “Avis Comunale di Bari” è costituita tra coloro che donano
volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue.
c. 2 L’Avis Comunale di Bari ha sede legale in Bari ed attualmente corrente in Corso
Cavour n.184 ed esplica la propria attività istituzionale esclusivamente nell’ambito del
Comune di Bari. La variazione dell’indirizzo della sede legale può essere deliberata dal
Consiglio Direttivo.
c. 3 L’Avis Comunale di Bari che aderisce all’Avis Nazionale, nonché all’Avis Regionale della
Puglia, all’Avis Provinciale di Bari, è dotata di piena autonomia giuridica,
patrimoniale e processuale rispetto alle Avis Nazionale, Provinciale e Regionale medesime.
ART. 2 – SCOPI SOCIALI
c. 1 L’Avis Comunale di Bari è un associazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, non
lucrativa, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione,
ideologia politica.
c. 2 L’Avis ha lo scopo di promuovere le donazioni di sangue – intero o di una sua frazione
– volontaria, periodica, associata, non remunerata, anonima e consapevole, intesa come
valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di civismo, che configura il
donatore quale promotore di un primario servizio socio – sanitario ed operatore della salute,
anche al fine di diffondere nella comunità locale i valori della solidarietà, della partecipazione
sociale e civile e della tutela del diritto alla salute.
c. 3 Essa pertanto, in armonia con i fini istituzionali propri, con quelli dell’AVIS Nazionale,
Provinciale, Regionale sovraordinate alle quali è associata nonché del Servizio
Sanitario Nazionale, si propone di:
a) sostenere i bisogni di salute dei cittadini favorendo il raggiungimento dell’autosufficienza
di sangue e dei suoi derivati a livello nazionale e dei massimi livelli di sicurezza trasfusionale
possibili e la promozione per il buon utilizzo del sangue;
b) tutelare il diritto alla salute dei donatori e dei cittadini che hanno la necessità di essere
sottoposti a terapia trasfusionale;
c) promuovere l’informazione e l’educazione sanitaria dei cittadini;
d) favorire l’incremento della propria base associativa;
e) promuovere lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo;
ART. 3 – ATTIVITA’
c. 1 Per il perseguimento degli scopi istituzionali enunciati nell’art. 2 del presente Statuto,
l’AVIS Comunale – coordinandosi con l’AVIS Nazionale, Regionale e Provinciale
sovraordinate e con le Istituzioni Pubbliche competenti, svolge le seguenti attività:
a) Attività di chiamata (tramite manifesti pubblici, comunicati radio, manifestazioni
pubbliche, contatti personali);
b) Attività di raccolta (programmazione concordata con il Centro Trasfusionale competente
ed eventuali raccolte extra);
c) Promuove e organizza campagne di comunicazione sociale, informazione e promozione
del dono del sangue, nonché tutte le attività di comunicazione esterna, interna ed istituzionale
di propria competenza territoriale;
d) Collabora con le altre associazioni di settore e con quelle affini che promuovono
l’informazione a favore della donazione di organi e della donazione del midollo osseo;
e) Promuove la conoscenza delle finalità associative e delle attività svolte e promosse anche
attraverso la stampa associativa, nonché la pubblicazione di riviste, bollettini e materiale multimediale;
f) Svolge, anche in armonia con gli obiettivi e le finalità indicate dall’AVIS Provinciale e/o
Regionale e/o Nazionale, attività di formazione nelle materie di propria competenza anche per
istituzioni ed organizzazioni esterne, con particolare riferimento al mondo della scuola e delle
Forze Armate;
g) Promuove e partecipa ad iniziative di raccolta di fondi finalizzate a scopi solidali ed
umanitari, al sostegno della ricerca scientifica;
h) Intrattiene rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione al proprio livello
territoriale e partecipa alle Istituzioni Pubbliche, ove richiesta, attraverso propri rappresentanti
all’uopo nominati;
c. 2 Al fine del perseguimento delle attività istituzionali e di tutte quelle ad esse strumentali,
conseguenti e comunque connesse, l’Associazione può compiere esclusivamente attività
commerciali e produttive marginali, in osservanza delle condizioni di legge.
ART. 4 – SOCI E VITA ASSOCIATIVA
c. 1 E’ socio dell’Avis Comunale chi dona periodicamente il proprio sangue, chi per ragioni
di età o di salute ha cessato l’attività donazionale e partecipa con continuità alla attività
associativa e chi, non effettuando donazioni esplica con continuità funzioni non retribuite di
riconosciuta validità nell’ambito associativo.
c. 2 Il numero dei soci che non effettuano donazioni, ma che esplicano funzioni di
riconosciuta validità in ambito associativo non può superare 1/6 del numero dei donatori
periodici dell’Avis Comunale medesima.
c. 3 L’adesione all’Avis Comunale da parte dei soggetti in possesso dei requisiti di cui al 1°
comma del presente articolo deve essere deliberata, su istanza dell’interessato, dal Consiglio
Direttivo Comunale.
c. 4 L’adesione del socio all’Avis Comunale comporta l’automatica adesione del medesimo
all’Avis Nazionale, nonché all’Avis Provinciale e Regionale sovraordinate.
c. 5 La partecipazione del socio alla vita associativa non può essere temporanea, fatto salvo
quanto previsto dall’art. 5.
c. 6 La qualifica di socio è personale e non trasmissibile né in vita né ad eredi o legatari.
c. 7 Ogni socio in regola con le disposizioni del presente statuto partecipa all’Assemblea
Comunale degli Associati con diritto di voto ed è eleggibile alle cariche sociali.
ART. 5 – PERDITA DELLA QUALIFICA DI SOCIO
c. 1 La qualifica di socio si perde per:
a) dimissioni;
b) cessazione dell’attività donazionale o di collaborazione, senza giustificato motivo, per
un periodo di due anni;
c) espulsione per gravi inadempienze agli obblighi derivanti dal presente statuto o per
comportamento contrario ad esso, per immoralità e comunque per atti che danneggiano
l’Associazione e i suoi membri,
c. 2 In presenza dei presupposti di cui alla lettera a) e b) del comma 1 del presente articolo, il
socio viene cancellato dal registro dei soci con provvedimento motivato del Consiglio Direttivo
Comunale.
c. 3 Contro il provvedimento di espulsione il socio potrà presentare ricorso, entro 30 giorni, al
Collegio Regionale dei Probiviri competente, il quale delibererà in osservanza delle
corrispondenti norme statutarie dell’Avis Regionali.
c. 4 Il provvedimento del Collegio Regionale dei Probiviri è ricorribile, entro i 30 giorni
successivi all’adozione dello stesso, al Collegio Nazionale dei Probiviri, che deciderà
inappellabilmente, ai sensi del c. 5 dell’art. 16 dello statuto dell’Avis Nazionale. c. 5 In caso di ricorso contro il provvedimento di espulsione deliberato dal Consiglio Direttivo
Comunale, il socio espulso perde automaticamente il diritto di voto, pur nulle more della
decisione definitiva sull’espulsione da parte degli organi di giurisdizione competenti e aditi.
c. 6 Il provvedimento definitivo di espulsione deliberato ai sensi del presente articolo
estromette il socio dell’Avis Comunale, da quella Provinciale e Regionale sovraordinate e
dell’Avis Nazionale.
ART. 6 – ALBO COMUNALE DEI BENEMERITI
c.1 L’Avis Comunale di Bari può istituire un albo di benemeriti, nel quale iscrivere tutti coloro,
persone fisiche o giuridiche, che hanno contribuito o che contribuiscono anche una tantum,
con il proprio sostegno, allo sviluppo morale e materiale dell’Associazione e siano stati
considerati tali dal Consiglio Direttivo Comunale.
c. 2 Il Consiglio Direttivo Comunale potrà attribuire la qualifica di benemerito anche a
personalità del mondo scientifico e/o accademico che si siano prodigati nei campi e nelle
materie afferenti nell’ambito di attività associativa.
ART. 7 – ORGANI
c. 1 Sono organi di governo dell’Avis Comunale di Bari:
a) l’Assemblea Comunale degli Associati;
b) il Consiglio Direttivo Comunale;
c) il Presidente e il Vicepresidente:
c. 2 E’ organo di controllo dell’Avis Comunale di Bari il Collegio dei Revisori dei Conti.
ART. 8 – L’ASSEMBLEA COMUNALE DEGLI ASSOCIATI
c. 1 L’Assemblea Comunale degli Associati è costituita da tutti i soci che, all’atto della
convocazione dell’Assemblea medesima, non abbiamo presentato domanda di dimissioni e
non abbiano ricevuto provvedimento d’espulsione.
c. 2 Compongono altresì l’Assemblea Comunale i soci di tutte le Avis di base eventualmente
esistenti sul territorio di competenza nonché le Avis di base medesime, che vi partecipano a
mezzo dei loro Presidenti e rappresentanti legali o dei Vicepresidenti.
c. 3 Ogni socio ha diritto ad un voto.
c. 4 In caso di personale, impedimento a partecipare alla seduta dell’Assemblea, ogni socio
potrà farsi rappresentare, conferendogli delega scritta, da un altro socio.
c. 5 Ciascun socio non potrà essere portatore di più di una delega.
c. 6 L’Assemblea Comunale degli Associati si riunisce in via ordinaria almeno una volta
l’anno, entro il mese di febbraio, per l’approvazione del bilancio consuntivo, predisposto dal
Consiglio Direttivo Comunale, nonché per la ratifica del preventivo finanziario approvato dal
Consiglio medesimo.
c. 7 L’Assemblea si riunisce, inoltre, ogni qualvolta deve assumere delibere di propria
competenza, qualora fossero in gioco interessi vitali dell’Avis Comunale e nei casi di
impossibilità di funzionamento degli organi dell’Associazione, nonché ogni qualvolta lo riterrà
necessario il Presidente o fosse richiesto congiuntamente da almeno un decimo dei soci o dal
Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti.
c. 8 L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’Associazione con avviso scritto inviato
almeno quindici giorni prima della seduta ovvero, in caso di urgenza, a mezzo telegramma, fax
o messaggio di posta elettronica spediti almeno due giorni prima.
c. 9 In prima convocazione l’Assemblea è validamente costituita quando siano presenti
almeno la metà dei suoi componenti; in seconda convocazione è valida qualunque sia il
numero degli associati presenti direttamente o per delega.
c. 10 Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide ove risultino adottate a maggioranza dei
soci presenti. c. 11 Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio
occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.
c. 12 Nel caso di parità dei voti, la proposta oggetto di deliberazione si intende respinta.
c. 13 Alle sedute dell’Assemblea Comunale degli Associati partecipano di diritto i
componenti del Consiglio Direttivo Comunale.
c. 14 Nell’assunzione di deliberazioni in ordine al bilancio consultivo o che riguardino la
responsabilità dei componenti del Consiglio, gli stessi non partecipano al voto.
c. 15 Della convocazione dell’Assemblea Comunale viene data comunicazione all’Avis
Provinciale, la quale potrà inviare un proprio rappresentante.
ART. 9 – COMPENTENZE DELL’ASSEMBLEA COMUNALE DEGLI
ASSOCIATI
c. 1 Spetta all’Assemblea:
a) l’approvazione del bilancio consuntivo, accompagnato da una nota di sintesi sull’attività
svolta, elaborata dal Consiglio Direttivo Comunale e dalla relazione del Collegio dei
Revisori dei Conti;
b) la ratifica del preventivo finanziario, approvato dal Consiglio Direttivo Comunale;
c) l’approvazione delle linee di indirizzo e delle direttive generali per il funzionamento, il
potenziamento e l’espansione dell’Associazione, proposte dal Consiglio Direttivo
Comunale;
d) la nomina e la revoca dei componenti del Consiglio Direttivo Comunale;
e) la nomina dei delegati che rappresenteranno i soci nell’Assemblea Provinciale
sovraordinata;
f) la nomina e la revoca dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti;
g) l’approvazione delle modifiche statutarie proposte dal Consiglio Direttivo Comunale;
h) la formulazione all’Assemblea Provinciale della proposta dei candidati alle cariche
elettive dell’Avis Provinciale;
i) lo scioglimento dell’Associazione, su proposta del Consiglio Direttivo Comunale ovvero
di almeno un terzo degli associati;
j) la nomina dei liquidatori;
k) la devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo;
l) ogni altro adempimento che non sia stata demandato, per legge o per statuto, alla
competenza di un altro organo associativo.
c. 2 Le competenze dell’Assemblea Comunale degli Associati non sono delegabili né
surrogabili dal Consiglio Direttivo Comunale.
ART. 10 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO COMUNALE
c. 1 Il Consiglio Direttivo Comunale è composto dai membri, eletti dall’Assemblea
Comunale degli Associati nel numero stabilito dall’Assemblea elettiva.
c. 2 Il Consiglio Direttivo Comunale, così formato, elegge al proprio interno il Presidente, il
Vicepresidente, il Segretario, il Tesoriere – che, per delibera del Consiglio stesso, può anche
coincidere con il Segretario – i quali costituiscono l’Ufficio di Presidenza, cui spetta
l’esecuzione e l’attuazione delle delibere del Consiglio medesimo.
c. 3 Il Consiglio Direttivo Comunale si riunisce in via ordinaria almeno due volte l’anno,
entro il 31 dicembre ed il 31 gennaio, rispettivamente per l’approvazione definitiva del
preventivo finanziario e dello schema di bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione
dell’Assemblea Comunale degli Associati nei termini di cui al comma 6 dell’art. 8 e in via
straordinaria ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente, un terzo dei suo componenti
ovvero lo richieda il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti. Inoltre potrà curare la
variazione – ove giudicato
necessario e/o opportuno – tra i capitoli di spesa del preventivo finanziario già ratificato dall’Assemblea Comunale degli Associati, nel rispetto della somma complessiva delle uscite
ovvero la variazione per nuove o maggiori spese compensate da nuove o maggiori entrate.
c. 4 La convocazione viene fatta per avviso scritto, inviato nominativamente almeno otto
giorni prima e, in caso di urgenza, anche a mezzo fax, telegramma o posta elettronica inviato
almeno due giorni prima.
c. 5 Le sedute consiliari sono valide con la presenza della maggioranza dei consiglieri.
c. 6 Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti presenti, fatta eccezione per quella
dell’espulsione di un socio o della proposta di modifica statutaria da sottoporre
all’approvazione dell’Assemblea comunale, per le quali occorre il voto favorevole di almeno
metà più uno dei componenti.
c. 7 In caso di parità, prevale il voto del Presidente.
c. 8 La mancata partecipazione alle sedute del Consiglio Direttivo Comunale per tre volte
consecutive, senza giustificato motivo, determina la decadenza dal Consiglio medesimo, con
deliberazione adottata all’atto dell’approvazione del verbale della seduta successiva a quella
in cui si è verificata la terza assenza.
c. 9 Nel caso in cui nel corso di un mandato vengano a mancare uno o più Consiglieri,
nell’ordine subentrano i non eletti, fino al numero corrispondente a quello dei Consiglieri,
fissato ai sensi del comma 1 del presente articolo.
c. 10 Ove i non eletti di volta in volta interpellati, nell’ordine di cui al comma 9, non
possano o non vogliano accettare la carica, il Consiglio procede alla sostituzione mediante
cooptazione tra i soci al momento statutariamente in regola. In ogni caso non è consentita la
cooptazione, nel corso dello stesso mandato, della metà dei componenti del Consiglio ma, in
tal caso, si procederà al rinnovo dell’intero Consiglio.
c. 11 I Consiglieri così nominati decadono dalla carica insieme agli altri.
c. 12 Qualora, durante un mandato, venga a mancare contestualmente la maggioranza dei
Consiglieri, decade l’intero Consiglio.
c. 13 Al Consiglio Direttivo Comunale spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e
straordinaria dell’Associazione, fatti salvi quelli espressamente riservati, per legge o per
Statuto, all’Assemblea Comunale degli Associati, nonché l’esecuzione e l’attuazione delle
delibere di quest’ultima e l’esercizio di ogni altra facoltà ritenuta necessaria, utile od opportuna
per il raggiungimento dei fini statutari.
c. 14 Il Consiglio Direttivo Comunale potrà, altresì, ove ritenuto necessario e/o opportuno,
nominare un Direttore Generale e/o un Direttore Amministrativo, fissandone con apposita
delibera competenze, funzioni, compensi e durata dell’incarico.
c. 15 Il Direttore Generale e/o Amministrativo partecipa di diritto alle sedute del Consiglio
Direttivo Comunale – fatta eccezione per quelle in cui vengono trattate questioni che li
riguardino – con voto consultivo.
c. 16 Il Consiglio Direttivo Comunale potrà, inoltre, costituire un Comitato Esecutivo –
composto secondo le modalità enucleate con apposita delibera, nella quale verranno stabilite
anche le competenze del Comitato medesimo.
c. 17 Nei casi di necessità e di urgenza e/o ove sia impossibile convocare tempestivamente il
Consiglio Direttivo Comunale nei termini e con i quorum costitutivi e deliberativi di cui ai commi
5 e 6 del presente articolo, si applica la lettera d) del 2° comma dell’art. 11.
c. 18 I poteri del Consiglio Direttivo Comunale possono essere singolarmente delegati,
dall’organo stesso, al Presidente al Vicepresidente, all’Ufficio di Presidenza, al Comitato
Esecutivo, ove nominato.
ART. 11 – IL PRESIDENTE
c. 1 Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo Comunale al proprio interno, presiede l’Avis
Comunale, ne ha la rappresentanza legale ed ha la firma sociale di fronte ai terzi ed in
giudizio.
c. 2 Al Presidente spetta, inoltre:
a) convocare e presiedere l’Assemblea Comunale degli Associati, il Consiglio Direttivo Comunale e l’Ufficio di Presidenza, nonché formulare l’ordine del giorno;
b) curare l’esecuzione e l’attuazione delle delibere del Consiglio Direttivo Comunale;
c) proporre al Consiglio Direttivo Comunale i nominativi delle persone che dovranno
prestare la propria opera in favore dell’Associazione, a titolo di lavoro subordinato o
autonomo ovvero di consulenza;
d) assumere, solo in casi di urgenza, i provvedimenti straordinari nelle materie di
competenza del Consiglio Direttivo Comunale, con l’obbligo di sottoporli alla
ratifica del Consiglio medesimo in occasione di una riunione che dovrà essere
convocata entro 10 giorni successivi.
c. 3 Nell’espletamento dei proprio compiti, il Presidente è coadiuvato dal Segretario.
c. 4 In caso di assenza o impedimento temporaneo, il Presidente è sostituito dal
Vicepresidente.
c. 5 La firma e/o la presenza del Vicepresidente fa fede, di fronte ai terzi, dell’assenza o
dell’impedimento temporanei del Presidente.
ART. 12 – COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
c. 1 Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da tre componenti nominati dall’Assemblea
Comunale degli Associati tra soggetti dotati di adeguata professionalità.
c. 2 I Revisori durano in carica 4 anni e possono essere rinominati.
c. 3 Il Collegio esamina i bilanci e formula in apposite relazioni le proprie osservazioni e
conclusioni e svolge ogni altro compito attribuitogli per legge o per statuto.
c. 4 I Revisori dei Conti, che partecipano di diritto all’Assemblea Comunale degli Associati,
senza diritto di voto, intervengono alle sedute del Consiglio Direttivo Comunale in cui vengono
assunte deliberazioni in ordine al preventivo finanziario ed al bilancio consuntivo.
c. 5 I Revisori dei Conti possono altresì essere invitati a partecipare, per dare i chiarimenti
del caso, alle sedute del Consiglio Direttivo Comunale ove siano in trattazione materie
afferenti alla loro competenza.
c. 6 Ove la situazione economico-finanziaria dell’Associazione non dovesse ritenere
necessaria la costituzione di un Collegio di Revisori, il Consiglio Direttivo Comunale può
richiedere all’Assemblea Comunale degli Associati di provvedere temporaneamente alla
nomina di un solo Revisore, dotato di adeguata professionalità.
ART. 13 – PATRIMONIO
c. 1 Il patrimonio dell’Avis Comunale, costituito da beni mobili ed immobili ammonta
attualmente a complessivi 100 (cento/00) Euro.
c. 2 Tale patrimonio iniziale potrà essere incrementato ed alimentato con:
a) il reddito del patrimonio;
b) i contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente
al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
c) i contributi di organismi internazionali;
d) rimborsi derivanti da convenzioni;
e) le oblazioni, le donazioni, i lasciti, le erogazioni ed i contributi da parte di quanti –
soggetti pubblici e privati – condividendone lo scopo, vogliano il potenziamento
dell’istituzione anche con riferimento ad iniziative specifiche o settoriali;
f) ogni altro incremento derivante anche dalle attività commerciali e produttive
marginali svolte dall’Avis Comunale.
c. 3 Il Consiglio Direttivo Comunale provvederà all’investimento, all’utilizzo ed
all’amministrazione dei fondi di cui dispone l’Associazione, nel rispetto dei propri scopi.
c. 4 E’ vietato all’Associazione distribuire, anche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi
di gestione nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la destinazione o la distribuzioni non
siano imposte per legge.
c. 5 Eventuali utili o avanzi di gestione devono essere destinati unicamente alla realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
ART. 14 – ESERCIZIO FINANZIARIO
c. 1 L’esercizio finanziario ha la durata di un anno solare.
c. 2 Entro il 31 dicembre di ogni anno dovrà essere approvato dal Consiglio Direttivo
Comunale il preventivo finanziario dell’anno successivo, entro il mese di
febbraio dovrà essere sottoposta alla ratifica dell’Assemblea Comunale degli Associati, la
quale nella stessa occasione approverà il bilancio consuntivo dell’anno precedente.
ART. 15 – CARICHE
c. 1 Tutte le cariche sociali sono quadriennali e sono non retribuite, fatta eventualemente
eccezione per i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti.
c. 2 Ai detentori di cariche sociali spetta esclusivamente il rimborso delle spese sostenute in
relazione all’assolvimento dell’incarico.
c. 3 Il Presidente, i Vicepresidenti, il Segretario e il Tesoriere non possono detenere la
medesima carica per più di due mandati consecutivi. Nel computo dei mandati si intendono
compresi anche quelli già iniziati e poi interrotti per qualsiasi causa nonché quelli svolti ai
sensi di cui al combinato disposto dei commi 9,10 e 12 dell’art. 10, salvo che i mandati
medesimi siano stati svolti per periodi non superiori ad un anno.
c. 4 Lo statuto dell’Avis regionale, tenuto conto delle esigenze del proprio territorio, potrà
prevedere una deroga in ordine alla ineleggibilità per più di due mandati consecutivi.
ART. 16 – ESTINZIONE O SCIOGLIMENTO
c. 1 Lo scioglimento dell’Avis Comunale può avvenire con delibera dell’Assemblea
Comunale degli Associati, su proposta del Consiglio Direttivo Comunale, solo in presenza del
voto favorevole di almeno i tre quarti dei suoi componenti.
c. 2 In caso di scioglimento, dopo aver provveduto alla liquidazione di tutte le passività e
pendenze, i beni residui saranno devoluti all’Avis Provinciale sovraordinata o ad altra
organizzazione che persegue finalità analoghe, sentito l’organismo di controllo di cui alla legge
662/96.
ART. 17 – RINVIO
c. 1 Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto valgono le norme dello statuto e del
regolamento dell’Avis Nazionale, quelle dello Statuto dell’Avis Provinciale e di quello dell’Avis
Regionale sovraordinate che afferiscano all’Avis Comunale, nonché quelle del codice civile e
delle altre leggi vigenti in materia e in particolare della L. 266/1991 e del D.Lgv. 460/97 e
successive loro modificazioni ed integrazioni.
ART. 18 – NORMA TRANSITORIA
c. 1 Nelle more dell’approvazione del presente statuto nei modi e nei tempi di legge, si
applicano le disposizioni del vigente statuto dell’Avis Nazionale.